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Ritorno degli uccelli migratori

Così come i ritmi stagionali delle specie vegetali, anche quelli degli animali vengono monitorati nel tempo. L’osservazione delle specie dei due regni è indispensabile per conoscere meglio l’impatto sull’ecosistema di eventuali sfasamenti di cicli tra fauna e flora derivanti dai cambiamenti climatici.

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Attraverso il programma Phénoclim, il CREA analizza il ritorno degli uccelli migratori nelle Alpi. Per partecipare all’osservazione di questi uccelli, sono necessarie varie tappe:

Innanzitutto, occorre scegliere gli uccelli che volano abitualmente nei pressi di casa tra le cinque specie comuni prese in analisi. Gli ornitologi più esperti potranno scegliere le loro specie da una lista più ampia di undici uccelli più difficili da riconoscere.

In primavera, occorre monitorare il ritorno di tutti i primi individui di ciascuna specie. L’insieme degli individui nidificanti arriverà solo qualche settimana dopo; occorre quindi fare attenzione a non perdere i primi arrivi degli esemplari. 

Successivamente è sufficiente inserire sulla pagina Internet apposita il numero di esemplari, il luogo e la data in cui sono stati osservati.

Consulta la pagina web apposita: sito del CREA

La migrazione, in poche parole

Numerosi uccelli cambiano luogo secondo le stagioni: un posto per riprodursi e allevare i piccoli in primavera e un altro con un clima più mite per cercare nutrimento in inverno.

Alcuni uccelli vengono dal nord e si rifugiano alle nostre latitudini per l’inverno. Altri, invece, si riproducono nelle Alpi durante la bella stagione per poi raggiungere regioni più favorevoli tra l’area mediterranea e le aree tropicali dove troveranno più cibo per l’inverno.

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