Le scoperte degli scienziati

L’osservazione dei fenomeni stagionali degli esseri viventi ci aiuta a comprendere i meccanismi della crescita, della riproduzione e le interazioni tra le specie animali e vegetali. Dal punto di vista scientifico, studiare l’adattamento dei vegetali e degli animali alle variazioni del loro ambiente permette di conoscere meglio la portata dell’impatto del cambiamento climatico.

 

Panorama à la limite altitudinale de la forêt © SGuillot

Panorama ai margini della foresta © SGuillot

 

 

Un lavoro di ampio respiro

La variabilità interannuale del clima presuppone di fare riferimento a una serie di dati che coprono un periodo sufficientemente lungo (almeno 30 anni) per poter individuare un trend.

Benché la totalità dei dati fenologici sia piuttosto estesa, esistono poche aree di studio in cui si possa vantare una serie ininterrotta di informazioni di almeno 30 anni. La raccolta dei dati fenologici è dispendiosa in termini di tempo e mezzi umani. La maggior parte delle ricerche ha quindi dovuto limitarsi a qualche distretto sul breve termine. L’assenza di lunghe serie di dati è tipica delle aree montuose.
Straordinario ippocastano: L’ippocastano di Ginevra viene osservato da quasi due secoli. La data di germogliazione viene annotata dal 1808.  Si osserva una netta tendenza alla precocità di tale stadio sin dal 1900.

Grazie alla partecipazione di numerosi volontari, il programma Phénoclim acquisisce delle lunghe serie temporali di dati su una regione molto ampia e dal clima variegato. Una tale quantità di dati non avrebbe potuto essere acquisita da un programma di ricerca eseguito solamente da un team di scienziati. La scienza partecipata è di valore innegabile per gli studi di ricerca su vasta scala.

 

Comprendere il cambiamento climatico in montagna (FR)

10' pour comprendre